Vendere online: negozio tuo o marketplace? Cosa dicono i numeri e come scegliere
Aprire un e-commerce proprio o vendere su un marketplace? I dati 2025 su acquisti online e imprese, un confronto chiaro tra le due strade e cosa preparare prima di partire.

La domanda giusta prima di aprire
«Voglio vendere online: apro un sito o mi metto su Amazon?» È una delle prime domande che ci fanno i commercianti e i produttori che vogliono iniziare. La risposta onesta è: dipende da cosa vuoi tenere. I clienti, il margine, il controllo delle regole o la velocità di partenza.
Prima di scegliere, però, conviene guardare i numeri del mercato e capire quanto lavoro c’è dietro una vetrina online.
1. I clienti online ci sono, la concorrenza anche
Secondo l’Osservatorio eCommerce B2c di Netcomm e del Politecnico di Milano, nel 2025 gli italiani hanno speso online oltre 62 miliardi di euro, il 6% in più dell’anno precedente. Comprano online 35,2 milioni di persone e il web pesa ormai per l’11,2% degli acquisti di prodotti.
Il rovescio della medaglia è che le aziende italiane con un negozio online sono circa 91 mila, e crescono. Il cliente c’è, ma ha molta scelta.

2. Chi vende online usa spesso entrambe le strade
I dati Istat sulle imprese con almeno 10 addetti raccontano due cose interessanti.
La prima: vende online solo il 20,1% delle imprese, una quota ferma rispetto all’anno prima. Per le piccole e medie imprese la vendita online vale in media una parte del fatturato che negli ultimi anni è perfino scesa.
La seconda: tra chi vende via web, il 73% usa un sito o un’app propri e il 65,1% passa anche dalle piattaforme, in aumento rispetto al 60,4% dell’anno prima. Le due cose, quindi, spesso convivono.

3. Negozio tuo o marketplace: cosa cambia davvero
Il marketplace dà visibilità immediata: milioni di persone lo usano già, non devi farti trovare da zero. In cambio paghi una commissione su ogni ordine, accetti le sue regole e soprattutto il cliente resta suo: spesso non hai nemmeno l’email per riscrivergli.
Il negozio tuo è l’opposto. All’inizio nessuno lo conosce e la visibilità va costruita. Ma ogni cliente diventa un contatto tuo, le regole le decidi tu, e chi è sul tuo sito non vede accanto i prodotti dei concorrenti a un euro in meno.

Per molte attività la strada più sensata è usarle insieme: il marketplace per farsi scoprire e smaltire il catalogo più richiesto, il negozio tuo per i clienti che tornano, i prodotti particolari, le promozioni e il rapporto diretto.
Il marketplace ti presta i clienti. Il tuo negozio te li fa tenere.
4. Il lavoro che non si vede
Le pubblicità promettono un negozio pronto in dieci minuti. Il negozio, in effetti, si può aprire in fretta; farlo funzionare è un’altra cosa. Prima di partire conviene avere risposte chiare su:

Sono le stesse domande di un negozio fisico: chi prepara i pacchi, chi risponde ai messaggi, come si gestisce un reso, come si tiene allineato il magazzino se vendi anche in negozio. Chi le affronta prima evita i problemi più comuni: ordini di prodotti esauriti, spese di spedizione che mangiano il margine, clienti che aspettano una risposta per giorni.
5. Quale piattaforma per il negozio tuo
Per un negozio proprio esistono strade diverse:
- WooCommerce, che si aggiunge a un sito WordPress: flessibile, adatto a chi ha già un sito e vuole crescere per gradi;
- PrestaShop, nato per l’e-commerce: adatto a cataloghi ampi e a chi vende molto;
- piattaforme in abbonamento come Shopify: veloci da avviare, con meno libertà e un canone che cresce con le funzioni.
Non esiste la piattaforma migliore in assoluto: conta il catalogo, quanti ordini prevedi, chi gestirà il negozio ogni giorno e con quali altri programmi deve parlare (gestionale, fatturazione, magazzino).
Da dove partire
- Scegli pochi prodotti con cui iniziare, quelli che spedisci senza problemi.
- Calcola il costo vero di ogni ordine: imballo, spedizione, commissioni, resi.
- Decidi chi gestisce ordini e messaggi, e in quanto tempo risponde.
- Valuta se partire da un marketplace, dal negozio tuo o da entrambi.
- Pianifica come farti trovare: il negozio online non si promuove da solo.
Se vuoi capire quale strada è più adatta ai tuoi prodotti, trovi qui come lavoriamo sugli e-commerce. Partiamo sempre da quello che vendi e da come lavori oggi.
Fonti
- Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – Politecnico di Milano, 2025, riportato da Teleborsa e PagamentiDigitali.
- Istat, Imprese e ICT – Anno 2025, dicembre 2025: imprese con almeno 10 addetti.
Fonte: www.istat.it
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